La ruggine, come sappiamo, è l’acerrima nemica dei metalli ferrosi. Cancelli, utensili, biciclette e veicoli, infatti, possono esserne facilmente intaccati. Non solo, anche altre superfici, come i pavimenti esterni, possono macchiarsi se entrano in contatto con oggetti arrugginiti.
Con il termine di ruggine si indica lo strato superficiale di ossidi ferrici idrati che si forma sul ferro esposto all’azione di aria umida.
Di solito, la ruggine appare in aree colpite da acqua, detriti e sporcizia. Il processo, che prende il nome di arrugginimento, è un tipico esempio di corrosione elettrochimica. Tale processo si verifica quando un metallo facilmente ossidabile, come ad esempio il ferro, contenente impurezze anche minime di altri metalli più nobili si trova in presenza di umidità e ossigeno.
In queste condizioni si originano, nelle zone di contatto tra i due metalli, delle micropile locali in corto circuito, che provocano l’ossidazione del ferro che, essendo meno nobile, viene a costituire l’anodo della pila. Al catodo, costituito dal metallo più nobile, avviene invece la riduzione dell’ossigeno disciolto nell’acqua che costituisce l’elettrolita.

La ruggine a incrostazioni penetra più in profondità nel metallo, trasformando una parte della sua superficie in ruggine incrostata. Sui veicoli, ad esempio, questo tipo di ruggine compare solitamente alcuni mesi dopo la ruggine superficiale, ma il periodo effettivo dipende dall’ambiente.
Riparare questo tipo di ruggine è un po’ più impegnativo perché la parte può essersi danneggiata in modo significativo, diventando molto più sottile e debole.
Il peggiore tipo di ruggine è la ruggine penetrante poiché corrode il metallo e crea dei buchi in esso. La ruggine può penetrare completamente attraverso il metallo in pochi anni. Nelle prime fasi della corrosione, si presentano piccole bolle sulla superficie che col tempo si diffonderanno, rompendo la vernice, nel caso in cui ci fosse. Quanto prima si interviene, tanto più economica e semplice sarà la riparazione.
Al giorno d’oggi sono molte le opzioni di protezione tra cui scegliere, ma tutto dipende dalle priorità di ciascuno di noi e dall’uso del pezzo di ferro che ne facciamo. Di seguito riportiamo alcuni dei metodi e delle tecnologie più comunemente utilizzati per proteggere gli oggetti in metallo dalla corrosione.

Guardiamo per qualche attimo il cancello per l’accesso alla nostra casa: tutti sappiamo bene che, con il passare del tempo e l’esposizione agli agenti atmosferici, è destinato infatti ad ossidarsi e quindi arrugginirsi.
Se le parti arrugginite del nostro cancello sono poche e sparse sulla superficie, basterà utilizzare una spazzola metallica. Bisognerà passarla energicamente e rimuovere lo strato superiore della sostanza. Per questa operazione si potrebbe usare anche della carta vetrata, meglio se di grana media. Una volta asciugata perfettamente la superficie, si può procedere con il trattamento antiruggine, un pratico spray da applicare e pulire con un panno.
La spazzola e la carta vetrata sono validi alleati, ma da soli non bastano in caso di zone arrugginite molto più estesenel cancello di casa. In questi casi quello che serve è trapano con la spazzola rotativa, che permette di risparmiare tempo e soprattutto fatica. La spazzola viene data normalmente in dotazione in varie dimensioni, a tazza oppure a disco. Completata la rimozione della ruggine in questo modo, si può procedere con una tela smeriglio prima della pulizia con un panno o uno straccio.
Quando la superficie risulti quasi totalmente danneggiata, si deve intervenire in maniera radicale, utilizzando la spazzola più grande del trapano, asportando le scaglie metalliche che si distaccano e valutando se è opportuno eliminare preliminarmente tutta la pittura ancora presente.
Lo sverniciatore semiliquido per metalli è un prodotto che serve nelle situazioni la parte sembra quasi compromesso. Utilizzando guanti, occhiali e mascherina protettiva, si provvede a passarla lungo tutta la superficie, attendendo qualche minuto prima che la pittura si distacchi totalmente per poi lavorare con la spatola, il raschietto e la spazzola. Il trapano con spazzola rotativa può risltare utile anche in questo caso per andare a lavorare nei punti arrugginiti particolarmente ostinati.

Se la ruggine ha compromesso il nostro cancello, ci sono allora due soluzioni, entrambe molto valide. La prima è la pistola termica che è in grado di raggiungere temperature vicine ai 600 gradi, mentre la seconda è la fiamma della torcia a gas. Le zone arrugginite del cancello vanno riscaldate per qualche minuto per far distaccare la pittura, un lavoro che deve essere svolto con molta cura per evitare qualsiasi rischio.
Anche in questo caso è necessario utilizzare uno sverniciatore semiliquido per metalli. Altro prodotto da sfruttare è lostucco metallico, disponibile anche nella versione pronta all’uso, ma questo sempre dopo aver rimosso ogni residuo di polvere o sporco.

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